CASA VE II
L'ambiente è dominato da una grande parete rivestita in lastre marmoree che funge da quinta scenica e integra camino e televisore in un'unica composizione rigorosa. Il camino scuro crea un forte contrasto materico, mentre le mensole in legno introducono calore e domesticità. La luce naturale e la presenza di piante alleggeriscono la monumentalità della parete. Il pavimento in legno e l'arredo morbido completano uno spazio equilibrato, dove precisione formale e abitabilità trovano una sintesi raffinata.
IL FUORI SQUADRO COME PRINCIPIO GENERATIVO
In questa abitazione il fuori squadro, anziché essere corretto o nascosto, diventa il filo conduttore dell'intero progetto. La lieve deviazione geometrica delle preesistenze viene assunta come matrice formale, trasformando un'anomalia costruttiva in un vero linguaggio compositivo.
Le mensole riprendono la stessa inclinazione, trasformando la dissonanza in segno. La cornice del camino in Sahara Noir, con le sue venature dorate, amplifica l'effetto: una superficie preziosa che riflette e moltiplica la percezione di questa geometria "slittata".
Il tema prosegue nei cartongessi retroilluminati da Barrisol, dove leggere torsioni e disassamenti dialogano con le texture dei marmi utilizzati, traducendo la logica del progetto in luce e materia.
Ne risulta uno spazio che trova coerenza non nella simmetria, ma nell'accettazione consapevole dell'irregolarità come valore. Il fuori squadro diventa così motore progettuale, un segno che ritorna, si modula e unifica l'intera abitazione con un carattere riconoscibile e autentico.
In questo modo il fuori squadro, da accidente tecnico, si eleva a principio generativo: un gesto che lega elementi eterogenei—marmo, luce, struttura leggera—sotto una regia precisa, quasi musicale. E come in ogni buona composizione, il tema, pur ripetuto, non diventa mai ridondante: si rinnova, varia, modula lo spazio, trasformando la casa in un organismo coerente, potente e, soprattutto, autentico.

